{"id":1758,"date":"2018-09-14T09:51:29","date_gmt":"2018-09-14T09:51:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitalbimitalia.it\/?p=1758"},"modified":"2018-09-10T14:35:35","modified_gmt":"2018-09-10T14:35:35","slug":"generative-design-e-progettazione-data-based","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digitalbimitalia-staging2026.senaf.it\/it\/news\/generative-design-e-progettazione-data-based\/","title":{"rendered":"Generative Design e Progettazione Data-Based"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><b>Immaginate di poter disporre di uno strumento in grado di recepire diversi input di progetto e convertirli in centinaia o migliaia di output progettuali inediti e ottimizzati, efficientemente e in un tempo ridotto. Immaginate di poterne disporre continuativamente 24h al giorno, al prezzo di un hardware e di un software accessibili.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Parliamo di Generative Design, un tempo terra inesplorata delle avanguardie digitali, oggi alla portata di (quasi) tutti i progettisti.<\/b><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Nel 1977, agli albori delle sperimentazioni che vedevano l&#8217;applicazione dei primi computer all&#8217;ambito dell&#8217;architettura, Nigel Cross nel suo <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">The Automated Architect<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> illustrava la capacit\u00e0 di un algoritmo di calcolare il tempo di transizione di un utente da una stanza all&#8217;altra in una disposizione planimetrica. Contestualmente si interrogava se, un giorno, lo stesso computer non sarebbe stato in grado di ottimizzare in totale autonomia il layout di un piano sulla base di un sistema di regole definite dall\u2019utente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Negli stessi anni, Nicholas Negroponte stava conducendo con il MIT la sua ricerca per quella che chiam\u00f2 <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Architectural Machine<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\">, ovvero una macchina in grado di interpretare le esigenze dell\u2019utente e convertirle in soluzioni progettuali funzionali e personalizzate. Gli esperimenti si rivelarono fin troppo audaci per gli strumenti del tempo, ma contribuirono a diffondere l\u2019idea che uomo e computer dovessero sviluppare un qualche tipo di interazione reciproca e bidirezionale per sfruttare efficacemente l\u2019enorme potenza computazionale offerta dai nuovi strumenti digitali. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Sono stati necessari oltre trent&#8217;anni di sviluppo tecnologico per vedere realizzate, nel Building Information Modelling, le visioni che Douglas Engelbart esprimeva in <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Augmenting Human Intellect<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\">, ovvero l&#8217;idea che sia possibile progettare a partire da un set di dati piuttosto che da una forma. Allo stesso modo, la visione di Cross e Negroponte dovette attraversare due rivoluzioni tecnologiche prima di diventare finalmente applicabile. Da un lato, si \u00e8 dovuto attendere che l&#8217;hardware raggiungesse una potenza di calcolo, una capacit\u00e0 di gestire una quantit\u00e0 di dati adeguata. Dall&#8217;altro, che i sistemi di <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">scripting<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> si dotassero di interfacce pi\u00f9 accessibili, creando quella intersezione creativa tra mondo del <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">design<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> e mondo del <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">computing<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> nota come <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Generative Design<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\">. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Avanguardia della progettazione computazionale, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Generative Design<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> sfrutta la capacit\u00e0 di calcolo dei computer per la generazione semi-automatizzata di soluzioni progettuali sulla base di un set predefinito di regole e la contestuale valutazione dei parametri relativi alla qualit\u00e0 del progetto. In altre parole, se si osserva il problema progettuale da un punto di vista logico-matematico, \u00e8 possibile interpretare gli obiettivi e i vincoli progettuali in termini di regole algoritmiche, ovvero in una sequenza di istruzioni che guidano la generazione e la trasformazione di un oggetto. Scopo di quest\u2019approccio alla progettazione \u00e8 la ricerca della soluzione progettuale pi\u00f9 efficace nel rispondere ad un determinato insieme di obiettivi progettuali, talvolta contrastanti tra loro, tramite la combinazione iterata di algoritmi trasformativi.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter wp-image-1759\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/01_Plan-layout-exploration-1024x551.jpg\" alt=\"\" width=\"795\" height=\"428\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/01_Plan-layout-exploration-1024x551.jpg 1024w, \/public\/uploads\/sites\/11\/01_Plan-layout-exploration-300x161.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/01_Plan-layout-exploration-768x413.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 795px) 100vw, 795px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter wp-image-1760\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/02_Plan-layout-Exploration-1024x475.jpg\" alt=\"\" width=\"776\" height=\"360\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/02_Plan-layout-Exploration-1024x475.jpg 1024w, \/public\/uploads\/sites\/11\/02_Plan-layout-Exploration-300x139.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/02_Plan-layout-Exploration-768x356.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 776px) 100vw, 776px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Cos\u00ec come l\u2019ottimizzazione di un giunto strutturale deriva dal miglior compromesso possibile tra dimensione e peso, e dunque costo, e capacit\u00e0 strutturale del componente, allo stesso modo l\u2019ottimizzazione della disposizione planimetrica di un edificio si esprime in un processo di analisi delle caratteristiche spaziali dell\u2019edificio in funzione di obiettivi progettuali specifici e oggettivamente calcolabili, come l\u2019ottimizzazione energetica, la stabilit\u00e0 strutturale, l\u2019orientamento e l\u2019illuminazione naturale degli ambienti, la minimizzazione dei tempi di percorrenza e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Gli strumenti generativi perseguono quindi l\u2019ottimizzazione dei prototipi, siano essi architetture, componenti costruttivi o altro, tramite la variazione automatizzata di un set predefinito di parametri. Ci\u00f2 che distingue il Generative Design dal pi\u00f9 noto e inflazionato Parametric Design \u00e8 proprio la capacit\u00e0 del primo di automatizzare processi che, poggiando su un sistema algoritmico iterativo, non necessitano di alcuna azione manuale esterna durante la computazione, ovvero lavorano <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">in loop<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\">.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter wp-image-1761\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/03_Plan-layout-optimization.jpg\" alt=\"\" width=\"788\" height=\"264\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/03_Plan-layout-optimization.jpg 800w, \/public\/uploads\/sites\/11\/03_Plan-layout-optimization-300x101.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/03_Plan-layout-optimization-768x257.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter wp-image-1762\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/04_Scores-for-the-best-ten-solutions.jpg\" alt=\"\" width=\"770\" height=\"310\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/04_Scores-for-the-best-ten-solutions.jpg 800w, \/public\/uploads\/sites\/11\/04_Scores-for-the-best-ten-solutions-300x121.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/04_Scores-for-the-best-ten-solutions-768x309.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">L\u2019algoritmo lavora come una vera e propria <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">black box<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> che processa dati e restituisce soluzioni progettuali inedite e funzionali, che il progettista \u00e8 in grado di visualizzare, valutare e confrontare sulla base di dati, diagrammi e <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">fitness scores<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\">, ovvero punteggi di efficienza. Il carattere rivoluzionario del processo risiede nella capacit\u00e0 di fornire un supporto non soltanto pratico attraverso l\u2019automatizzazione e la digitalizzazione dei task pi\u00f9 ripetitivi, tipico degli strumenti CAAD pi\u00f9 tradizionali, ma anche e soprattutto creativo, interattivo e bidirezionale, prima di oggi attuabile soltanto al costo di grossi investimenti in tecnologie e competenze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Ambito inizialmente riservato a pochi sperimentatori e pionieri, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Generative Design<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> sta oggi rapidamente valicando i confini della progettazione tradizionale, in uno scenario di rinnovato interesse da parte di professionisti e imprese e alimentato dalla diffusione delle nuove tecnologie. Assistiamo al fiorire di numerosi progetti sperimentali da parte delle case software pi\u00f9 note del settore, che contribuiscono a rendere il processo sempre pi\u00f9 accessibile ai progettisti grazie al diffondersi di software open-source, applicativi e piattaforme di ottimizzazione in-cloud che consegnano all\u2019utente un assaggio di progettazione generativa data-based. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 300\">Il Generative Design, se combinato con il Building Information Modeling, permette di sommare ai vantaggi della modellazione informativa quelli ancora poco esplorati della progettazione generativa, limando quel divario tecnologico che tuttora esiste tra il settore delle costruzioni e gli altri settori produttivi. Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">trend<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> del futuro vedr\u00e0 la ricerca di una sempre maggiore interazione tra uomo e macchina, in uno scenario di <\/span><i><span style=\"font-weight: 300\">Co-Design<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 300\"> in cui progettista e software cooperano creativamente alla definizione del progetto. <\/span><\/p>\n<h1><span style=\"font-weight: 400\">Per approfondimento:<\/span><\/h1>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Nigel Cross, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">The Automated Architect<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, Methuen, 1977.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Douglas C. Engelbart, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400\">Augmented Human Intellect: A Conceptual Framework<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400\">, Menlo Park, Stanford Research Institute, 1962, <\/span><a href=\"https:\/\/www.dougengelbart.org\/pubs\/augment-3906.html\"><span style=\"font-weight: 400\">https:\/\/www.dougengelbart.org\/pubs\/augment-3906.html<\/span><\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\">Antonio Rusconi, The Power of Information, An Informed Decision Making Process, Politecnico di Milano, 2017, <\/span><a href=\"https:\/\/issuu.com\/rusconi_antonio\/docs\/thesis_final\"><span style=\"font-weight: 400\">https:\/\/issuu.com\/rusconi_antonio\/docs\/thesis_final<\/span><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h3><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1764\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"378\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi-1024x1024.jpg 1024w, \/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi-150x150.jpg 150w, \/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi-300x300.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi-768x768.jpg 768w, \/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_Antonio_Rusconi.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/>Antonio Rusconi<\/strong><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">BIM Coordinator e Computational Designer<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Si laurea in architettura al Politecnico di Milano con una tesi sperimentale sull\u2019utilizzo degli strumenti computazionali e generativi in un flusso di lavoro BIM. Attualmente attivo come BIM Coordinator presso Mpartner, si occupa anche di formazione in ambito BIM presso enti pubblici, privati e ordini professionali. \u00c8 interessato alla metodologia BIM, alla progettazione computazionale e alla ricerca di strumenti digitali e processi innovativi.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"btn btn-lg btn-primary my-2\" href=\"https:\/\/www.digitalbimitalia.it\/it\/autori\/antonio-rusconi\/\">Vai alla biografia autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate di poter disporre di uno strumento in grado di recepire diversi input di progetto e convertirli in centinaia o migliaia di output progettuali inediti e ottimizzati, efficientemente e in un tempo ridotto. Immaginate di poterne disporre continuativamente 24h al giorno, al prezzo di un hardware e di un software accessibili. 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