{"id":1468,"date":"2018-09-03T13:51:51","date_gmt":"2018-09-03T13:51:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.digitalbimitalia.it\/?p=1468"},"modified":"2018-09-03T13:52:01","modified_gmt":"2018-09-03T13:52:01","slug":"liquid-team-la-storia-del-velodromo-maspes-vigorelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digitalbimitalia-staging2026.senaf.it\/it\/news\/liquid-team-la-storia-del-velodromo-maspes-vigorelli\/","title":{"rendered":"Liquid Team in pratica, la storia del velodromo Maspes &#8211; Vigorelli"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center\">Un monumento nazionale, 20 giorni effettivi di lavorazione, 31 BIM Specialist, 1 BIM Manager (che non ha fatto il BIM Manager) e un Team manager. Questi gli ingredienti di una storia che vorrei raccontare, non, o non solo, dal punto di vista tecnico, ma con un focus mirato sul team, la cui organizzazione liquida, ha permesso il raggiungimento degli obiettivi richiesti e lo sviluppo di benefit ulteriori.<\/h3>\n<hr \/>\n<p>Ma andiamo con ordine, cosa \u00e8 un team liquido? in occasione della scorsa edizione di Digital &amp; BIM scrissi un articolo e tenni un breve intervento per spiegare cosa questo termine significasse per noi e come fossimo giunti alla sua definizione. In questa sede vorrei essere molto pi\u00f9 concreto e limitarmi a riassumere le componenti fondamentali che caratterizzano i suoi membri, ovvero:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Elevatissima competenza tecnica.<\/li>\n<li>Capacit\u00e0 di adattamento (da qui il termine Liquid team).<\/li>\n<li>Attitudine al problem solving.<\/li>\n<li>Comunicazione efficace.<\/li>\n<li>Estrema capacit\u00e0 decisionale anche e soprattutto, quando \u00e8 richiesto di elaborare una strategia in tempo reale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter size-large wp-image-1471\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/1.08-TAV_ELV_1-200-1024x725.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"725\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/1.08-TAV_ELV_1-200-1024x725.jpg 1024w, \/public\/uploads\/sites\/11\/1.08-TAV_ELV_1-200-300x212.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/1.08-TAV_ELV_1-200-768x543.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Il tema centrale di questo articolo non \u00e8 quale sia la ricetta migliore per costruire team liquido e quali siano i validi motivi dietro questa organizzativa, ma si concentra invece su cosa un team con queste caratteristiche ha saputo costruire e come sia stato in grado di fare la differenza nello sviluppo di un progetto, la restituzione dello stato di fatto del Velodromo Maspes &#8211; Vigorelli.<\/p>\n<p>L\u2019elevata competenza tecnica che contraddistingue i membri del Liquid team ha consentito la destrutturazione dei ruoli manageriali all\u2019interno del team stesso, con notevoli vantaggi in termini di tempo. In un mondo basato su una visione a piramide gerarchica, come quello in cui operiamo, una affermazione necessita di una spiegazione approfondita. In realt\u00e0 stiamo parlando della possibilit\u00e0 di spostare il focus dell\u2019attivit\u00e0 di alcune figure di coordinamento (ES: BIM coordinator) da un ruolo principalmente di azione ad uno maggiormente di controllo, grazie alle abilit\u00e0 diffuse del team. Questo comporta la possibilit\u00e0, per le figure di coordinamento, di dedicare pi\u00f9 tempo alla risoluzione delle criticit\u00e0 effettive.<br \/>\nDurante la stesura del progetto del velodromo Vigorelli i BIM specialist coinvolti si sono occupati della definizione non solo degli standard progettuali, ma anche dei processi di verifica e controllo dell\u2019effettiva implementazione nel progetto degli stessi. Il primo beneficio dell\u2019adozione di un team liquido quindi, si \u00e8 tradotto in una capacit\u00e0 di autoregolamentazione sconosciuta, per esempio, ad uno dei modelli di business ancora molto in voga nel settore, che prevede un elevato numero di risorse scarsamente formate, sotto la direzione di pochissime figure responsabili del buon esito della commessa.<br \/>\nInoltre, in molte situazioni il team ha dimostrato di possedere una notevole capacit\u00e0 di adattamento, manifestatasi anche attraverso una attitudine ad uniformarsi ai diversi framework di project management propri di un flusso di lavoro BIM. Sono stati utilizzati i principi di Prince 2 e\/o Waterfall per l\u2019analisi e la pianificazione dello sviluppo del progetto. Principi di Agile per il rapporto continuo tra membri del team (comprese le figure istituzionali del BIM Manager e BIM coordination). Invece lo Scrum \u00e8 stato utilizzato per la consegna finale. Infine il Lean che ha permeato l\u2019intero progetto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"img-responsive aligncenter size-large wp-image-1472\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/2.05-TVT_EXP_MCK_S2-1024x725.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"725\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/2.05-TVT_EXP_MCK_S2-1024x725.jpg 1024w, \/public\/uploads\/sites\/11\/2.05-TVT_EXP_MCK_S2-300x212.jpg 300w, \/public\/uploads\/sites\/11\/2.05-TVT_EXP_MCK_S2-768x543.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Come chiunque abbia mai affrontato un progetto BIM sa perfettamente, il problem solving \u00e8 onnipresente; in un progetto come il Vigorelli caratterizzato da una pista con curve paraboliche, circa 2 chilometri di ringhiere di ogni forma e tipo, l\u2019equivalente digitale di una struttura del peso di 720000 KG di acciaio, il \u201ctrovare il modo di far le cose\u201d \u00e8 stato imperativo.<\/p>\n<p>In un team di 32 persone la capacit\u00e0 di comunicare in maniera efficiente \u00e8 fondamentale. Dato l\u2019elevato numero di specialist impiegato, i protocolli di sviluppo del progetto, definiti nella fase di pianificazione, hanno previsto l\u2019individuazione di una serie di figure di responsabilit\u00e0 per i diversi ambiti del progetto e dei brevi Briefing giornalieri per il coordinamento. Queste figure, individuate dal team stesso, hanno svolto un ruolo di collegamento tra quanto stabilito in sede di briefing e il gruppo, ma hanno supportato la comunicazione anche in direzione contraria, riportando lo stato di avanzamento lavori, le eventuali criticit\u00e0 riscontrate e le soluzioni proposte dal team per la loro risoluzione. Tutto questo ha richiesto una precisa strategia comunicativa composta dalla stesura di report giornalieri e di comunicazioni rapide, effettuate tramite canali appositamente ottimizzati in base alla natura del progetto.<br \/>\nL\u2019ultimo punto risulta essere indubbiamente il pi\u00f9 rilevante: la capacit\u00e0 decisionale di elaborazione di una strategia in tempo reale. Nello sviluppo di un progetto si sa, non sempre (leggi mai) tutto va per il verso giusto; anche nel caso si stia procedendo ad una restituzione dello stato di fatto di un edificio \u00e8 impossibile non affrontare degli imprevisti. Uno dei fatti pi\u00f9 rilevanti che vogliamo condividere \u00e8 che a circa met\u00e0 del tempo a nostra disposizione il team ha dovuto fare una scelta coraggiosa, ovvero ricominciare da capo il modello per aumentare ancor pi\u00f9 il grado di precisione della restituzione in atto. Una scelta non facile, presa in completa autonomia da una manciata di membri del team, in un momento in cui il confronto con il resto del gruppo non era attuabile, ma presa sulla base di principi di guida semplici chiari e condivisi dall\u2019intero gruppo.<br \/>\nTutto questo ha permesso la consegna nei tempi e nei modi previsti, di un modello che soddisfacesse gli usi del modello richiesti, corredato di tutta la documentazione per il suo impiego corretto e lo sviluppo di ulteriori benefit per il cliente quali: realt\u00e0 virtuale e aumentata, ma anche script di asset mainteinace, come il calcolo delle ore di irraggiamento su base mensile per le zolle del campo, o la valorizzazione dei posti (con tanto di rappresentazione grafica) in funzione di un particolare evento, fino alla definizione visiva delle tempistiche di manutenzione. Ma di tutto questo vi parler\u00f2 a ottobre al prossimo Digital &amp; BIM.<\/p>\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1473 alignleft\" src=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_WEB.png\" alt=\"\" width=\"286\" height=\"378\" srcset=\"\/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_WEB.png 286w, \/public\/uploads\/sites\/11\/Foto_WEB-227x300.png 227w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/p>\n<h3>Simone Pozzoli<\/h3>\n<p>Formatore presso il training center AM4.<\/p>\n<p>Un passato come interior designer una volta scoperti i software parametrici e il loro impiego in ambito BIM ne ha fatto la propria professione, dedicandosi al loro insegnamento.<\/p>\n<p>Autore di pubblicazioni edite dalla casa editrice Tecniche Nuove Spa sull&#8217;utilizzo di Autodesk Revit per la progettazione BIM e sulla personalizzazione di famiglie parametriche.<\/p>\n<p>In questo momento si divide tra l\u2019attivit\u00e0 di formatore, facilitatore LEGO\u00ae SERIOUS PLAY\u00ae e quella di consulente e sviluppatore di interi sistemi di progettazione pensati ad hoc per aziende e studi tecnici che intendono integrare Autodesk Revit e la progettazione BIM nel proprio flusso di lavoro.<\/p>\n<p><a class=\"btn btn-lg btn-primary my-2\" href=\"https:\/\/www.digitalbimitalia.it\/it\/autori\/simone-pozzoli\/\">Vai alla biografia autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un monumento nazionale, 20 giorni effettivi di lavorazione, 31 BIM Specialist, 1 BIM Manager (che non ha fatto il BIM Manager) e un Team manager. 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